Il sogno di Tsige

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Progetti in loco
La lotta alla povertà attraverso il supporto al Progetto autoctono "Gobezie Goshu Support for Destitute elderly & Children" situato in Adwa (Tigray) Etiopia.

 
Progetti in Italia
Essere punto riferimento per le comunità etiopi residenti in Italia. Sensibilizzare il mondo istituzionale, associativo e scolastico sulle tematiche della solidarietà.



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Giugno 2022

Crisi in Tigrai: dopo la guerra la fame Calano i raccolti e migliaia senza cibo
PAOLO
LAMBRUSCHI
Ospedali chiusi a Macallè per mancanza di medicine, bambini che muoiono in strada di fame. Sono le ultime notizie che filtrano dal Tigrai oscurato e raccontano una «catastrofe umanitaria ignorata», ma con pochi eguali nel pianeta a seguito della guerra civile scoppiata nel novembre 2020. E secondo Save the children la fame si estende anche in Etiopia orientale e sudorientale dove i tassi di malnutrizione sono aumentati vertiginosamente negli ultimi mesi a causa della siccità, del conflitto e degli sfollamenti. Secondo le stime, ne soffrono circa 185.000 bambini etiopi.
Se la tregua in Tigrai dichiarata dal governo centrale del Nobel per la pace 2019 Abiy Ahmed nel marzo scorso riesce a tenere, gli aiuti umanitari da Addis Abeba continuano ad arrivare a singhiozzo nella regione ribelle. Almeno due milioni sono gli sfollati per il conflitto e le agenzie umanitarie stimano di aver inviato aiuti per 800mila persone. Intanto, ribadiscono Fao e Programma alimentare mondia-le, la malnutrizione colpisce la maggioranza dei sette milioni di tigrini, considerati dipendenti all’assistenza umanitaria. A causa del conflitto le agenzie internazionali stimano che la produzione di cereali nella regione nord occidentale etiope sia calata del 60% con il conseguente abbattimento dei capi di bestiame per l’impossibilità di sfamarli,. Scenari di miseria estrema dai quali si uscirà, se verrà la pace, almeno tra cinque o sei anni e a patto che cessi anche la siccità e riprenda l’importazione del grano ucraino, il cui blocco ha causato l’aumento dei prezzi alimentari ufficialmente del 30% in tutta l’Etiopia. La situazione sanitaria resta drammatica anche nella regione dell’Afar, confinante con il Tigrai. dove lo scorso autunno è passata la controffensiva delle forze di difesa tigrine che per vendicare le distruzioni e le stragi di massa dai civili da parte dell’esercito federale degli alleati eritrei, afar e amhara hanno distrutto il 90% delle strutture
sanitarie e compiuto massacri.
Mancano ancora accordi di pace, anche se il governo federale etiope ha istituito un comitato per negoziare con il fronte popolare di liberazione del Tigrai ( Tplf) guidato dal vicepremier Demeke Mekonnen. Il Tplf ha riferito di essere pronto a inviare una delegazione per negoziare un accordo senza precondizioni a Nairobi con la mediazione del governo del Kenya. Uno dei temi più spinosi sarà il Tigrai occidentale, conteso dagli amhara – alleati di ferro dell’oromo Abiy – che lo hanno occupato e dove continuerebbero in operazioni di pulizia etnica e crimini contro l’umanità, come denunciato da un rapporto congiunto di Amnesty International e Human rights watch lo scorso 6 aprile.
Una pace con i tigrini scontenterebbe anche il dittatore eritreo Isaias Afewerki, alleato di Abiy, le cui truppe al confine si sono già scontrate le settimane scorse con le forze regionali del Tigrai. Il rapportp sui diritti umani in Eritrea presentato lo scorso 13 giugno all’Onu denuncia un peggioramento della situazione nell’ex colonia italiana, con reclutamenti di massa anche di minori in retate casa per casa per inviare a forza nuove reclute a combattere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ETIOPIA
Nella regione settentrionale, nonostante la tregua affluiscono ancora a singhiozzo i pochi aiuti alimentari «È una catastrofe umanitaria ignorata». La situazione sanitaria rimane drammatica anche nell’Afar


Da sapere
Un conflitto più profondo
La guerra del Tigrai è iniziata il 4 novembre 2020 in Etiopia.
Vede come schieramenti il Fronte popolare di liberazione del Tigrai e il governo federale etiope di Abiy Ahmed. Il conflitto è esploso per presunti attacchi delle milizie del Fronte tigrino contro caserme governative nel nord. Di fatto lo scontro è ben più profondo. Da marzo sembra reggere una tregua umanitaria che dovrebbe favorire le trattative


L’intero Paese paga le conseguenze dei combattimenti
90%
la quota delle strutture sanitarie devastate dalla guerra nelle regioni settentrionali dell’Etiopia
185.000
i bambini etiopi che soffrono di malnutrizione solo nella regione orientale e sudorientale
60% il crollo della produzione di cereali nella regione nord occidentale etiope




Inizio Marzo 2022 - 
Secondo aggiornamento sul conflitto in Tigray

Un saluto a tutte e a tutti, soci e simpatizzanti
Eccoci al nostro aggiornamento sulla situazione in Tigray nella convinzione che il conflitto in Ucraina, la fuga di centinaia di migliaia di profughi in terra europea, le minacce di un’escalation anche di tipo nucleare, non debbano oscurare e far dimenticare le guerre in atto in altre parti del mondo, prima fra tutte quella che continua in Tigray, terra che ci vede operare in Adwa ormai da 17 anni.
Ci eravamo lasciati a fine gennaio con alcuni timidi segnali di apertura tra le parti in guerra:
il segretario dell’Onu, sentito il rappresentante dell’Unione Africana al termine della sua missione in Etiopia e Tigray, aveva affermato l’esistenza di “uno sforzo dimostrabile per raggiungere la pace”
  • molti oppositori oromo e tigrini erano stati liberati da parte del governo federale etiope
  • era stato aperto un ponte aereo, con due voli settimanali a Makallè, capitale del Tigray, per far giungere aiuti umanitari ad una popolazione stremata dalla fame e dalle malattie.
    Purtroppo non ci sono stati significativi passi in direzione di una tregua che consenta di parlare di costruzione di un processo di pace in atto e l’attenzione internazionale, ora rivolta esclusivamente alla crisi ucraina, non consente di sperare che qualcosa possa cambiare nel breve, medio periodo.
    Un saluto a tutte e a tutti nella speranza che anche il nuovo fronte di guerra apertosi in Europa trovi una composizione al più presto, salvaguardando la vita dei tanti bambini, donne e uomini coinvolti.

    Per approfondire, ecco alcuni link.

    https://www.agenzianova.com/news/etiopia-consiglio-onu-per-diritti-umani-nomina-ex-procuratrice-cpi-alla-guida-di-squadra-investigativa-per-crimini-tigre/
    https://www.difesaonline.it/geopolitica/brevi-estero/etiopia-il-conflitto-e-la-catastrofe-umanitaria-dimenticata-0
    https://www.africa-express.info/2022/02/20/stop-alla-cooperazione-militare-italia-etiopia-ma-gli-affari-continuano/
    https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2022/02/15/etiopia-parlamento-approva-la-revoca-dello-emergenza/
    https://www.ilpost.it/2022/02/13/droni-guerra-etiopia/
    https://ilcaffegeopolitico.net/941629/la-guerra-in-etiopia-continua
    https://www.rainews.it/articoli/2022/02/etiopia-allarme-dell-unicef-a-marzo-a-rischio-68-milioni-di-persone-per-siccit-fd0dff78-1d81-4428-9db0-378f17997a6c.html
    https://www.analisidifesa.it/2022/02/lo-stallo-abissino-dopo-15-mesi-di-guerra/
    https://www.rainews.it/articoli/2022/01/etiopia-4-6-milioni-di-persone-a-rischio-malnutrizione-45835cb5-54b3-4fce-9754-d69c050682cc.html


    GENNAIO 2022 - Primo aggiornamento sul conflitto in Tigray

    Un saluto a tutti e a tutte.
    Ritorniamo ai nostri aggiornamenti sul conflitto in Tigray, regione in cui operiamo in collaborazione con il nostro partner The Gobezie Goshu di Adwa.
    E’ ormai dal 4 novembre 2020 che la guerra tra governo regionale del Tigray, guidato da TPLF, e governo federale etiope ha sconvolto la vita di milioni di civili recando distruzione e morte fin nel più piccolo e appartato villaggio del Tigray. Le infrastrutture e i servizi, in primo luogo quelli sanitari, sono collassati e da mesi non entrano vitali aiuti umanitari bloccati alla frontiera dall’esercito federale con la motivazione che verrebbero requisiti dai ribelli. La fame attanaglia l’intera popolazione, mentre l’inedia supera le 400.000 vittime, risultato anche della sistematica distruzione e requisizione di campi e sementi attuata dagli occupanti (federali, eritrei, Amhara) nei primi sette mesi del conflitto. Le operazioni militari, sfociate a fine giugno nella ripresa di Makallè, capitale del Tigray, da parte delle forze tigrine, sono proseguite fino a inizio novembre 2021. L’avanzata dei tigrini, insieme a formazioni ribelli di altri stati regionali, è giunta da un lato fin quasi a ridosso di Addis Abeba e dall’altro ha visto l’occupazione della città sacra Lalibela, nel cuore dello stato Amhara. A partire da novembre vi è stata invece la ripresa dell’esercito federale etiope grazie alla mobilitazione generale decretata quest’estate dal Primo Ministro Abiy Amhed, che ha portato al fronte decine di migliaia di giovani e all’uso di massicci bombardamenti sulle file ribelli con i droni arrivati non solo dagli Emirati Arabi, ma soprattutto dalla Turchia, insieme al necessario supporto tecnico.
    Prima di Natale, con una lettera inviata al Segretario dell’ONU, il TPLF ha decretato la tregua unilaterale e il ritiro delle proprie forze nei confini del Tigray. L’intento è quello di indurre la comunità internazionale a fare qualcosa per la soluzione del conflitto. Il governo federale ha risposto a sua volta con la sospensione delle operazioni di terra. Ciò non ha impedito e non impedisce ad Addis Abeba di continuare i bombardamenti sul territorio del Tigray sia con i missili cinesi che con i droni turchi ed emiratini: il governo federale, con la scusa di attaccare basi militari ribelli, fa strage di civili nei mercati, nelle scuole ridotte ormai a rifugi per gli sfollati interni, nei pochi campi profughi eritrei rimasti.
    Tuttavia qualche timido segnale di cambiamento sembra apparire a livello internazionale:
    a fine dicembre l’Onu ha avviato una Commissione di indagine sugli abusi commessi in Tigray dalle forze occupanti, fortemente osteggiata dal governo etiope
  • a inizio gennaio gli USA, come forma di pressione, hanno escluso l’Etiopia dall’AGOA, che prevede l’eliminazione delle barriere al commercio e agli investimenti esteri; l’Unione Africana (UA) poi ha nuovamente intrapreso un’azione diplomatica per favorire l’avvio del processo di pace, questa volta non osteggiata da Addis Abeba
  • il 20 gennaio il Segretario dell’ONU ha dichiarato che c’è uno sforzo dimostrabile per raggiungere la pace” dopo aver sentito il rappresentante dell’UA al ritorno dalla sua missione diplomatica a Makallè con il TPLF e ad Addis Abeba con il Primo Ministro Abiy. Ha continuato affermando che “Le Nazioni Unite sono pronte a sostenere un processo di dialogo, pace, sicurezza e riconciliazione onnicomprensivo e di proprietà nazionale in Etiopia.”
    Anche da parte di Addis Abeba ci sono piccoli segnali che paiono andare in direzione di una apparente distensione. A gennaio infatti, in occasione del Natale copto, ha cominciato a liberare giornalisti, religiosi e oppositori politici prevalentemente di etnia tigrina, ma non solo, rinchiusi da tempo e soprattutto da luglio 2021 in base alla legge sullo stato di emergenza.
    Ciò non toglie che, a livello umanitario, la situazione in Tigray sia gravissima come dichiarato il 14 gennaio dal responsabile regionale del Wfp (Programma alimentare mondiale, agenzia dell’ONU):Le scorte di alimenti fortificati per il trattamento di bambini e donne malnutriti sono esauriti. Il carburante per fornire l’ultima delle forniture alimentari essenziali è estremamente scarso”. Ricordiamo che il problema della scarsità di cibo riguarda anche altre aree dell’Etiopia e necessiterebbe di importanti impegni finanziari del governo centrale invece delle folli spese militari che continuano a svuotare le casse statali.

    CONTINUIAMO A SPERARE NELLA FINE DEL CONFLITTO PER CONSENTIRE ALLA POPOLAZIONE COLPITA DI RIPRENDERE A VIVERE.

    Da parte nostra stiamo utilizzando tutti i canali possibili per far pervenire farina alle famiglie degli anziani e dei bimbi delle scuole sostenuti insieme al nostro partner The Gobezie Goshu di Adwa.


    A tutti i soci, sostenitori e simpatizzanti

    Anche quest'anno vogliamo ringraziarvi per la vicinanza concreta dimostrata ai nostri progetti.
    Lo facciamo con il cuore gonfio di apprensione per quanto sta accadendo ad Adwa: il nostro pensiero è lì, tra i bambini delle scuole chiuse, prima per Covid e ora per la guerra civile, tra gli anziani nelle loro povere case, tra i tanti collaboratori e amici conosciuti in questi anni, prima fra tutti Tsige che ha ispirato la realtà della nostra associazione.
    Speriamo, e ci auguriamo con forza, che il rombo delle armi cessi quanto prima e si possa tornare a progettare un futuro di pace per tutti, specie per gli ultimi.
    Concludiamo augurando a voi e alle vostre famiglie buone feste e in particolare un 2022 di salute e buona vita.






    https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/07/01/etiopia-premier-abiy-tigray-non-piu-centro-dei-conflitti/
    https://www.avvenire.it/mondo/pagine/i-ribelli-conquistano-macalle
    https://www.africa-express.info/2021/06/28/breking-news-etiopia-tigrini-riconquistano-makalle-la-loro-capitale/
    https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2021-06/tigray-etiopia-addis-abeba-cessate-fuoco-onu.html




    LA VITA SALVATA DA UN PEZZO DI PANE



    Potete efffettuare i versamenti 

    A mezzo conto corrente postale IT58E0760101000000086218104
    A mezzo bonifico bancario Unicredit Banca – Ag. di Ivrea IT45T0200830545000041118171
    intestati ad Ass. “Il sogno di Tsige” ODV

    Causale: Sostegno per guerra e povertà assoluta
    Grazie dell’aiuto
    Vi terremo aggiornati.
    Il contributo è detraibile dalle tasse.


    www.africa-express.info/2021/06/27/continua-la-tragedia-del-tigray-tre-attaccato-team-di-msf-3-morti/
    https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/06/24/etiopia-attacco-aereo-nel-tigray-lesercito-nega-luccisione-civili/
    www.africa-express.info/2021/06/23/carneficina-al-mercato-bombardato-in-tigray-80-vittime-bloccati-i-soccorsi/
    https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/06/21/letiopia-al-voto-due-rinvii-elettorali/
    https://www.avvenire.it/mondo/pagine/tigrai-le-immagini-della-carestia
    https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2021/06/21/etiopia-elezioni-guerra
    https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/06/15/italia-delegazione-delletiopia-incontra-maio-roma/
    www.africa-express.info/2021/06/13/per-schiacciare-il-tigray-in-arrivo-armi-anche-chimiche-alle-truppe-etiopiche/
    https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/06/09/leritrea-incolpa-gli-stati-uniti-la-guerra-etiopia/
    https://www.avvenire.it/mondo/Pagine/tigrai-testimoni-msf
    https://www.avvenire.it/mondo/Pagine/etiopia-stupri-usati-come-armi
    https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2021-06/etiopia-tigray-conflitto-sfollati-onu-aiuti.html
    www.africa-express.info/2021/05/31/etiopia-il-regime-mobilita-la-piazza-contro-le-sanzioni-di-washington/
    https://www.avvenire.it/mondo/Pagine/dopo-sette-mesi-di-guerra-nel-tigrai-ne-uccide-pi-la-fame-che-le-armi
    https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/05/28/etiopia-lonu-condanna-gli-arresti-sfollati-interni/











     
     
     
    l Sogno di Tsige

    L’Associazione “il Sogno di Tsige” nasce ad Ivrea il 16 novembre 2007 come Associazione Onlus ed è iscritta nella sezione provinciale del registro regionale delle organizzazioni di volontariato dal 31 marzo 2010 per cooperare con il Progetto “ Gobezie Goshu Support for destitute Elderly & Children“, Adwa – Etiopia.
    A costituirla è una donna, nata in Etiopia ai tempi della colonizzazione italiana, e che durante un viaggio turistico effettuato per conoscere il luogo dove è nata. ha modo di constatare l’ estrema povertà di quel paese.
    Il sogno di Tsige è composta da volontari che perseguono i seguenti scopi:

    • Impegno civile, tutela e promozione dei diritti
    • Socio Assistenziale
    • Riconoscimento della diversità personale e culturale
    • Affermazione dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani
    • Sviluppo della conoscenza della realtà Etiope
    5 per mille
    Ricordiamo a tutti che in occasione della dichiarazione dei redditi potete devolvere il 5 per mille a “Il sogno di Tsige” indicando nell’apposito spazio il nostro codice fiscale 93034790019 . 
     Come contribuire:
    I versamenti vanno effettuati:
    • a mezzo conto corr. postale:  IT 58E 07601 01000 0000 86218104 intestato ad Ass. ONLUS “Il Sogno di TsigeODV
    • a mezzo bonifico bancario:  UNICREDIT  BANCA  Ag. di Ivrea IT 45T 02008 30545 0000 41118171 intestato ad Ass. “Il Sogno di TsigeODV
    • I versamenti sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi.
     
     
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